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Come previsto nel primo post ci sono altri fatti interessanti su Anton Stankowski che generalmente non sono molto conosciuti e discussi. Come gli altri protagonisti del design di quell’epoca egli si interessava ai più disparati ambiti della progettazione, dall’arte al design. Nel suo caso, vi è una profonda discussione sul temi dell’apprendimento dello «spirito» del design e lascerà scritti e molti progetti a cavallo tra arte e progettazione che rimarranno per sempre come momenti di ricerca ed analisi. Il testo più importante è la “Gestaltungsfibel”, una “bibbia” dove annota esperimenti e considerazioni su esercizi e risultati. Di seguito è riportata la traduzione “ragionata” del testo “Learning by seeking” contenuto nel catalogo del 2006.
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May 27, 2008
Anton Stankowski. Esperimenti nel possibile
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April 28, 2008
Anton Stankowski [M as Meister]

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Per la serie M, cmyk si occupa di Anton Stankowski a cento-e-due anni dalla nascita, prendendo spunto dal favoloso volume edito da Hatje Cantz, purtroppo esclusivamente in tedesco ed inglese, ne ripercorriamo la vita e le opere. Essendo impossibile fare ciò in un unico post, lo spezzeremo in più parti. La prima, questa, è dedicata alla sua biografia, che ha il fascino che soltanto la vita di personaggi di questo calibro può regalare. Nelle prossime «puntate» si analizzeranno aspetti specifici del suo operare.
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March 3, 2008
M come Munari — conclusione

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Ecco il terzo (ed ultimo) tempo, come nel rugby, del report sulla mostra che la città di Milano ha giustamente organizzato per ricordare il centenario della nascita (1907–2007) di un così notevole concittadino. Coloro che non avessero seguito questa improbabile rubrica sin dall’inizio ed anche coloro che si sono dimenticati tutto, trovano le prime due parti qui la prima e qui la seconda. Ricordo inoltre che Mu-nari, in giapponese, vuol dire “Fare da nulla”. Tanto per dire…
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January 21, 2008
Tecno, c’era una volta il Made in Italy…

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Ecco un nuovo articolo frutto della collaborazione di cmyk con chi è interessato ad alzare il livello della discussione sul design, meglio se good, o semplicemente a raccontare una storia o un’esperienza che ritiene importante per il tema generale del progetto cmyk. Oggi ospitiamo una ricerca sulla storia della comunicazione aziendale di Tecno, storica azienda di forniture design, icona assieme a poche altre mosche bianche del made in Italy (sinceramente, parola ormai svuotata da decenni di malgoverno). Alessandro Camaioni, studente Bocconi (!), ha accettato di pubblicarla e noi, con grande piacere, gli diamo spazio.
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January 19, 2008
M come Munari — continua

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Continua il report della mostra di Bruno Munari, già iniziato nel post precedente. Annuncio, per chi è interessato a seguirlo, che ci sarà ancora una terza ed ultima puntata che completa la trilogia.
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December 22, 2007
M come Munari

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È quasi finito il 2007. Anno di centenari importanti, come ad esempio la nascita di Bruno Munari. Di norma questo “compianto” sarebbe da farsi ad inizio anno o in prossimità della data esatta, ma ci sembrava scontato. E soprattutto ci sembrava funebre. Questa riflessione, infatti, più che essere un tributo (che, visto il personaggio, non si dovrebbe fare soltanto in queste occasioni) preferiamo sia “solo” un approfondimento, come da filosofia di questo blog. Abbiamo deciso di spiegare, secondo il nostro punto di vista – e le emozioni provate — la mostra aperta alla Rotonda della Besana, a Milano. Anche le immagini, di conseguenza, sono state scaricate dal press kit della stessa.
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December 3, 2007
primo: pensare — pt2

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Nella prima parte avevamo documentato la lista della spesa di un gruppo emergente di designer (donne, ci tengo a sottolineare) che ha le idee chiare. (Tra l’altro, alcune ragazze della specialistica in comunicazione di Venezia le hanno intervistato durante il workshop tenuto a Fabrica e presto posteranno il risultato online, ed io, diligentemente, riferirò). Nella seconda puntata dello sviluppo firmato cmyk made® su questo argomento andiamo a scomodare un guru della storia del design. Originariamente questo argomento si trova su un recente numero di Wallpaper, il «triplo» numero di settembre (2007), ed è perfetto per il nostro tema.
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November 5, 2007
primo: pensare — pt1

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È un periodo particolare. Ovunque ci sono autorevoli fonti che sentono la necessità di fare il punto della situazione. Di mettere per iscritto le “regole del design”. Cosa può voler significare? Perché urge la necessità di annotare, organizzare, stabilire? O si deve parlare di ri-annotare, ri-organizzare e ri-stabilire? Troppo spesso chi partecipa in prima persona e da qualche anno alle gioie e i dolori della professione ha ormai poco interesse per queste questioni e non rientrano più nel loro iter progettuale. Sicuramente trattasi di un periodo di riflessione nel mondo del design (a questo punto diviso tra professionisti attivi e professionisti semplici), dove si analizzano le fasi passate e si gettano le basi per il futuro della professione, con buona pace di quelli già arrivati e fermi a Neville Brody… Ora bisogna scegliere. Tu da che parte stai?
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September 24, 2007
Max Bill non è un type designer?

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“La tipografia”, scrisse, “è la configurazione di uno spazio, il risultato di funzione e materia. Definire la funzione e scegliere la materia, per ordinare lo spazio, sono i compiti del tipografo. Attraverso di esso vengono determinate la forma e l’espressione di uno stampato. La tipografia può essere usata in modi molto diversi. La soluzione semplice però rispecchia probabilmente la sua più intima essenza; proprio per questo è in generale, anche la più bella. Le eccezioni confermano anche qui la regola.” Max Bill fu type designer?
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September 13, 2007
La cerimonia della semplicità

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In questo articolo ricordo con piacere ed un pizzico di emozione – anche se sono un po’ troppo giovane per lasciarmi andare ai ricordi — una particolare giornata ad Urbino risalente almeno al 2002. Durante un insolito workshop suddiviso in due distinti appuntamenti, Massimo Dolcini ci presentò due argomenti, con relativi relatori, inaspettati per una facoltà di design della comunicazione.
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June 6, 2007
international typeface conspiracy!

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Ovviamente, in questo articolo, si parla di una gruppo di type designers — e non di altro! L’International Typeface Corporation (ITC) fu infatti un protagonista che precorre i tempi in questo particolare ambito professionale.
Essa fu una felice generatrice di esempi di immagine e costume, disegnando caratteri geometrici o dal’occhio standard con terminazioni intercambiabili o politipi che si trasformavano in veri e propri monogrammi e pubblicava dal 1974 una importante e nota Newsletter chiamata Upper&lower Case, geniale esempio per molti magazine di oggi.
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May 7, 2007
M come Massimo

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“… si deve avere un’esperienza di vita. Le cose della vita, ciò che deciderete di vivere daranno linfa al vostro progetto, se non avete esperienze, se non rischiate, se non approfondite, se non siete colti, se non viaggiate (dico delle “banalità”, ma per farmi capire) se non avete contrasti e, nella vita, purtroppo le sfighe ci sono. Arrivano. Andarci incontro non è il caso, ma quando arrivano è il caso di pensarci su, al loro significato e devo dire che senza tutto questo la grafica non ci sarebbe…”
Un altro maestro, anzi, per molti graphic designer italiani, il maestro.
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April 19, 2007
MAD MAX

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M as Meister: Max Bill
Altro livello fu quello di quest’uomo.
Di un altro spessore, di un altro tempo. Una di quelle persone che ha molteplici expertise ed in ognuna eccelle. Come Leonardo. Designer, grafico, architetto, artista (sia pittore che scultore), insegnante. Quando vide il pavillon de l’Esprit Nouveau (1, 2, 3) di LeCorbusier, cui divenne amico e ne curo graficamente una serie di libri, nel 1925, impazzì e voleva diventare architetto sopra ogni altra cosa. Ed allora andò a Dessau a farsi «plagiare» da Klee e Kandinskij.
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April 13, 2007
M as Meister

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M è una lettera, sempre che non ve lo ricordiate. Il fatto che sia parte di un codice la identifica come elemento singolo, come «stampino» che fa cambiare significato o suono alle lettere che lo precedono, un pò come con i caratteri di legno, solo che ce lo siamo dimenticati.
Dall’incipit di questo blog si dovrebbe dedurre che il codice utilizzato si riferisce alla scomposizione dei colori, quasi come il corporete website di una stamperia specializzata in stampa offset. Ed invece oggi la lettera M nn è magenta.
Oggi è Meister.
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