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È un periodo di cambiamenti d’ogni genere, un periodo che può essere molto problematico per molti in quanto, come da copione, si sa cosa si lascia ma non sa cosa si troverà. CMYK MADE lo vuole vivere con tutti gli spunti che porta, senza lasciarsi travolgere e tentando di estrapolare ogni informazione possibile.
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Una breve riflessione:
Di certo non ci sono punti di riferimento, è difficile vedere la luce in fondo al tunnel: è anche possibile, quindi, pensare che non si tratti di un percorso lineare, bensì una serie di percorsi con un inizio ed una fine e una serie di intersezioni, le quali è bene imparare a riconoscere e seguire prima che il percorso che si sta seguendo finisca in un vicolo cieco. Mi rendo conto che il discorso possa risultare “sofisticato”, ma credo che sia in grado di rappresentare un “modo” di vivere, legato ad una tipologia di “uomo moderno”, probabilmente, oppure, come da libro di Jeremy Rifkin (l‘era dell’accesso), il lavoro sta così cambiando: l’uomo non è più stanziale. Inquietante, no? Un modo per capire che comportamenti si debbano attuare per risolvere / sopravvivere / trarre dei vantaggi da questa situazione dovrebbe essere - ma non si tratta di un “rimedio nuovo”, ma un normale meccanismo insito nella mente umana – la capacità di ripensare se stessi, mettersi in discussione le basi della propria vita, del proprio modo di lavorare, di ridimensionare la portata di certi dogmi che ci inchiodano alle nostra quotidianità. Forse trovarsi ogni momento della propria vita in situazioni non radicate (ma radicali) porterà ad una vita “border line”, capace solo a creare lo sconquasso nella normalità. Ma questo non deve impedire un sano ridimensionamento delle proprie sicurezze e un ridisegno di ciò che si considera inossidabile. Tanti sono gli ambiti dove questa analisi sarebbe salutare applicare, in quanto troppo spesso pochi dinosauri sono soliti decidere con spocchia ciò che è bene e ciò che è male, sordi al reale ruolo delle persone e soprattutto di quelli che portano idee nuove. Ogni giorno, a parte le barzellette di chi ci racconta che tutto va bene, ci rendiamo conto della fragilità della condizione, in particolare lavorativa – che è quella che serve per portare a casa i soldi per mangiare – delle persone si sta disgregando ed attende, a questo punto, di sparire ed accogliere una nuova generazione che getti la basi per una nuova che, a questo punto, poco potrà assomigliare a quella precedente. Noi crediamo fortemente alla necessità di un ripensamento delle “regole” della società umana. In particolare, pensando al mondo del lavoro, il nostro “essere designer”, costruttori di basi, più che decoratori o artisti sulla torre d’avorio, ci sta urlando un nuovo modo di pensare i nostri progetti e i nostri prodotti. Ci chiede il ritorno alla funzione, all’evoluzione, alla ricerca, alla materia, alla realtà ed all’oggettività; ci obbliga di combattere sprechi ed individualismi, ci spinge ad insegnare e spiegare e non ad abbacinare e stupire. Domanda: sono solo un mucchietto di parole che suonano bene assieme?
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Per quanto riguarda il nostro progetto, dopo le borse per Gold, abbiamo completato il primo “giro” di tshirt che potete vedere su qualche sito e su flickr, oltre che in questo sito; stiamo lavorando a nuove borse, questa volta di nostra produzione, sempre ispirate dagli stessi valori, che spingono oltre la ricerca sui materiali e sulla fruizione di una “street bag”.
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Comunque… vi lasciamo per il momento con una serie di immagini di viaggi, da noi effettuati – principalmente per motivi di lavoro –, per ricordare a tutti che l’esperienza di vita, come insegnava Massimo Dolcini, è più importante delle esperienze di mero lavoro. E, ovviamente, invitiamo tutti quanti a spendere, quando possibile, le proprie energie e vacanze a rigenerare la mente, oltre che il fisico.
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Bravi! belle foto! No, non sono solo un mucchietto di parole messe insieme..
.. sono assolutamente le basi perchè si possa accettare la vita che facciamo. Cogliendo l’aspetto estetico dello stile di vita di cui parli però, avvolte, non ci rendiamo conto che è frutto di un diretto disinteresse etico e morale di chi ci ha fatto credere, almeno una volta, che quell’essere stanziale e sicuro, ancorato ai vecchi valori, potesse essere l’unico stile di vita possibile, almeno quello giusto. Credo fermamente anche io che il ruolo del designer sia un ruolo intellettuale ancor prima che aziendale, e che dobbiamo riprendere un posto preciso nella società, aldilà di ogni stereotipo anche perchè solo un’economia basata sull’azione del vero, nel vero e per il vero, possa rispecchiare il futuro che tutti noi ci aspettiamo. Sarà molto difficile. Ma ci dobbiamo provare.
Comment by Florentin — July 15, 2009 @ 3:51 pm
TI ringrazio per aver risposto al quesito ed averci dato il tuo contributo, oltre che per i complimenti per le foto.
Hai parlato di “aspetto estetica”, ecco, per noi l’estetica sta nell’insieme di queste foto, viste come un catalogo, un report, quindi una storia. Crediamo sia interessante “catalogare & ricontestualizzare” o, se preferisci, fare “tagli sincronici”, cioé creare insiemi con temi forti che legano insieme gli elementi contenuti. E da qui rigenerare le “storie” da raccontare (passami il termine…)
Comment by ucorp — July 15, 2009 @ 5:47 pm
Olanda, cara Olanda in un mare di foto. Paese di alta tradizione tipografica e grafica dove la nostra professione è riconosciuta.
Giò
Comment by Giò — July 17, 2009 @ 9:06 pm
Altro che mucchietto di parole ben amalgamate, anche noi (in studio, facciamo lo stesso lavoro)stiamo facendo gli stessi percorsi mentali e riallineando i nostri equilibri, il lavoro è difficile e a volte sconfortante, ma le emozioni sono tornate a tinte forti e i colori sempre più intensi. Una nuova “frontiera” (finalmente) non era quello che tutti ci aspettavamo?
Comment by mauro — July 20, 2009 @ 3:56 pm
Per Giò: ci sono anche foto del Belgio e della Cina…
Comment by ucorp — July 26, 2009 @ 9:33 am
non sono solo parole che suonano bene assieme… ma veri pugni in faccia quotidiani!
hai perfettamente ragione, le regole (imposte) sono divenute il nostro peggior nemico…
spesso penso a quanto mi sembra semplice ed ovvio che la “cosa” così non funziona.. ma come sempre tutte le cose semplici sono anche le più complicate..
incrociamo le dita!
…sempre ossigenare la mente..
g
Comment by giovanni — July 31, 2009 @ 10:13 am
vai a vedere questo riferimento su un altro articolo di cmyk!!!
Pingback by cianomagentagiallonero » anton stankowski, max bill. pionieri della grafica costruttiva — August 7, 2009 @ 1:03 pm
vai a vedere questo riferimento su un altro articolo di cmyk!!!
Pingback by cianomagentagiallonero » cmykmade® is fighting with japan. — March 12, 2011 @ 7:32 pm