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Anche quest’anno — a partire dall’articolo del 2007 — è stata fatta una ricerca sulle tshirt che circolano in rete, sui blog, sulle pagine delle case produttrice e così via… fino ad arrivare a creare una «collezione» che cerca di documentare lo stato dell’arte. La carrellata (infinita, direi) cerca di definire le diverse anime dello street design e style. Diventa curioso (e lo sarà ancora di più fra qualche anno) cercare le ‘mille piccole differenze’ le somiglianze con il materiale raccolto l’anno scorso e con il tempo si riuscirà a definire ancor meglio i tragitti che questa particolare settore della moda sta percorrendo.

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Il «malloppo» si svolge su tre post (cosa consueta per cmyk) perché il materiale è davvero tanto ed ho pensato fosse meglio definire delle «macroaree», dividendo per tipologie. In questo primo post sono raggruppate le tshirts che in qualche modo penso rappresentino al meglio lo stato dell’arte di questa «disciplina» ad oggi. Sempre di più vengono fatte tshirts con grandi stampe fotografiche, magari «buttate lì» come su di un tavolo. Sempre più spesso, quindi il supporto di cotone è un campo trasparente, portatore di un contenuto oltre che indumento. Si rafforza l’idea dell’abito come modo per definire un’appartenenza e la necessità di questa generazione di urlare, presentare, supportare un’idea, un mondo, uno stile di vita. Mi preme, in ogni caso, sottolineare che come designer posso comportarmi istintivamente da «sociologo» ed analizzare questo fenomeno come un qualsiasi altro settore antropologico o merceologico, ma vorrei che mi credeste se vi dico che nulla di tuttociò mi passerebbe per la testa se non percepissi come reale questa situazione.
Primo gruppo è quello che riguarda le “icone” del cinema, della musica o dell’arte. Che dire? Si tratta di personaggi talmente noti che difficilmente si sbaglia affermando che il destinatario di questi oggetti è il classico «fan», che esalta queste figure con il dovuto sense of humor tanto da diventare uomini-sandwich… Spesso si tratta anche di operazioni completamente dissacratorie, tipo quella di sbattere l’ultima cena su una tshirt, direi quasi un ready-made.
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Altra questione è quella delle figure e i messaggi di stampo politico o attivista. L’uso intensivo della fotografia e, di conseguenza, della pirografia permette di fare della tshirt una riedizione del manifesto politico e del fotomontaggio stile Rodchenko o Heartfield! Anche qui la dissacrazione e/o distorsione di «icone del potere precostituito» la fanno da padrone.
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Un discorso a parte merita la cultura street. Per la prima volta le immagini di «strada» legate alla vita, al writing, hanno un nuovo supporto, come una mostra itinerante o un magazine stile Lodown, si congelano le immagini, vengono proposte senza filtri e manomissioni, segno, probabilmente di un’avvenuta emancipazione rispetto ad una dimensione fin’ora troppo adolescenziale, legata al disegno e al «gioco». Tant’è che spesso si ricorre all’utilizzo senza censure, tipico della cultura street, di immagini di chiaro riferimento alla sessualità che dimostrano l’avvicinamento tra di essa e le culture dell’arte più “alta”, quella che già da decenni eviscera le questioni dell’introspezione umana e i fenomeni, spesso quotidiani, ad essa collegati.
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Ancora la fotografia riesce ad essere interpretata in maniera più leggera, ma non meno interessante. Anzi, la logica dissacratoria viene sempre più utilizzata ed ormai diventa sintomo di un’intesa che si manifesta più che semplice escamotage tecnico più o meno divertente. È forse nato un genere? Forse si e, come dimostrano - in fondo - i prodotti di una “major” come la Nike, possono generare nuove idee di “impaginazione” della tshirt, sicuramente non legate ad un bello estetico ma ad un utilizzo delle immagini in maniera puramente documentarie, quasi foto-giornalismo…
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ps: nell’ultima uscita di questa serie ci sarà la lista dei link

ciao Marco sono gianlugi di reggio emilia. Complimenti sinceri per il tuo sito.
Navigavo su internet quando mi sono ricordato di un tuo progetto improntato sul tema cmyk così dopo una rapida ricerca ho trovato il link. Come va? ho letto che studi a venezia. Ogni tanto vedo Montali a bologna e spero di beccare anche te prima o poi.
Se ti capita di passare dalle mie parti dimmi qualcosa.
Gianluigi
Hola, support the cmyk. Very cool stuff!
Comment by gianluigi — May 23, 2008 @ 1:23 pm
Ciao Gianluigi, che piacere sentirti!! E mi fa anche piacere sapere che ti sei ricordato del progetto che porto avanti. Per quello che riguarda venezia, ho finito il corso (la specializzazione) e devo preparare la tesi ma nel frattempo ho continuato a lavorare ed ora ne sono immerso completamente, tant’è che nn mi riesce di seguire ed aggiornare tanto spesso questo blog.
Mi piacerebbe passare dalle tue parti, anche perché sono in debito di un pranzo a base di tortelli che mi avevi promesso..
Scherzi a parte, ti faccio tanti auguri a te ed alla tua famiglia (ho saputo, congratulazioni) e spero di beccarti quanto prima, soprattutto fammi sapere se sali per qualche ponte o vacanza! Ciao Ciao
Comment by marco — May 23, 2008 @ 2:06 pm
vai a vedere questo riferimento su un altro articolo di cmyk!!!
Pingback by cianomagentagiallonero » essere vs avere — 2 / 3 — May 31, 2008 @ 4:47 pm
vai a vedere questo riferimento su un altro articolo di cmyk!!!
Pingback by cianomagentagiallonero » essere vs avere — 3 / 3 — June 16, 2008 @ 7:40 pm