May 10, 2008

books suggestion

Filed under: today — ucorp @ 11:46 am

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Un’attività - a mio avviso - importante per un blog che vuol risultare interessante (e credibile) per i naviganti, è quella di segnalare testi e documenti che si ritengono fondamentali per il proprio modo di pensare. A questo proposito inizio con consigliare una serie di testi di notevole interesse per la cultura del design, non solo bidimensionale, che raccontano e descrivono i più disparati avvenimenti o autori dei diversi periodi storici di questa affascinante disciplina.

Il primo libro è “Designing Design” di Kenya Hara. Creative Director di Muji, Kenya Hara (1958) si è distinto per numerosi progetti di segnaletica ambientale, ma in particolare per un particolare approccio alla teoria della comunicazione, cosa molto orientale. Dal mio punti di vista, i suoi progetti sono lontani da ogni tipo di influenza stilistica che crea «tendenza» ma esprimono a pieno il significato dei termini “ricerca” e “analisi”. Si potrà infatti capire il perché di certe scelte e probabilmente conoscere un approccio spesso oscurato da certi canali di informazione.

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16.5 x 24cm, 474 p., 400 color ills, 50 drawings, Hardcover
ISBN 978-3-03778-105-0 english
€ 39.90

Per rimanere in ambito orientale, un altro bel volume è “Le leggi della semplicità” di John Maeda del quale abbiamo già parlato. Un assaggio: “Semplicità significa sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo”. John Maeda è insegnante al MIT di Media Arts Sciences ed è di origine giapponese. Il suo compendio è interessante per capire le possibili dinamiche della progettazione del presente e futuro, quindi interessante in ambito teorico. La divisione in capitoli/leggi aiuta non poco ad analizzare uno ad uno i problemi e, forse, a capirli meglio.
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Anno 2006
pagg 160
ISBN 9788842420057
€ 10,00

Terzo volume è “Il tratto. Teoria della Scrittura” di Gerrit Noordzij. È stato docente di lettering e tipografia alla’Accademia Reale di Belle Arti dell’Aja per 37 anni ed in questo volume si possono scoprire le sue teorie sulle regole e il “modo” di scrivere da lui elaborate ed analizzate sul campo. In particolare la suddivisione delle forme della scrittura in una maniera interessante derivata dalle azione compiute per scriverla (la lettera) piuttosto delle tradizionali divisioni di “gusto” e “maniera”. Dalle sue aule sono passati i type designer più importanti della contemporaneità olandese come Lucas De Groot, Erik van Blokland, Just van Rossum, Rudy Venderlans.
Per trovarlo casa editrice
80 pg illustrato b/n
ISBN 9788889609361
€ 16.00

Per riuscire a capire il perché di molte scelte visive e compositive ho sempre bisogno di ricordarmi chi sono stati i protagonisti che prima di me hanno definito i parametri di questa disciplina. A questo proposito, i libri successivi sono libri di “storia” o biografie accurate di protagonisti del design.

“Pioneers of Modern Typography” di Herbert Spencer, rivisitato e ristampato (chi dovesse trovare l’edizione originale ha tutta la mia personale invidia) dal MIT Press con, nell’edizione del 2004, l’introduzione di Rick Poynor. È un particolare resoconto, anche breve, della vita di pochi selezionati proto-designer modernisti (alcuni già designer, a dirla tutta). Colpisce che l’edizione originale è datata 1969, quindi quando queste personalità erano ancora vive o scomparse da pochissimo. Oggi non sarebbe, probabilmente, strano un oggetto del genere; credo che al tempo, la storia di questa disciplina fosse ancora tutta da scrivere…

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March 2004
8 4/5 x 9 1/5, 160 pp., 161 illus.
$29.95 (PAPER)
For sale in North America only.
ISBN-10: 0-262-69303-8
ISBN-13: 978-0-262-69303-5

Di grande di interesse, segnalo, “Swiss Graphic Design. The origin and Growth of an International Style. 1920-1965” di Richard Hollis. Non c’è nulla da aggiungere sulla grafica svizzera e sulla sua centralità nella cultura del progetto europea e nord-americana, figurarci in quella italiana, in particolare al nord, il libro parla da solo. È un libro, secondo me, fondamentale per avere un’idea generale di ciò che successe in quegli anni e per trovare i primi spunti per approfondire i singoli autori, che sono segnalati al livello giusto di profondità per mantenere l’interesse su un piano generale, ottimo per orientarsi tra gli accadimenti.

Per trovarlo casa editrice | amazon
February 2007
272 pages
270 x 210 mm
£19.95 (€ 31.20)
ISBN 1856694879

Sempre dal punto di vista storico e documentaristico c’è un volume molto ben curato graficamente e, ovviamente, dal lato contenutistico, che è “Dutch Type” di Jan Middendorp. Trovo che sia indicato soprattutto per chi cerca le informazioni più dettagliate sulla formidabile storia del type design olandese, a partire dagli Elzeviri fino ad oggi, per capirci, in quanto mette in luce una storia affascinante oltre che profonda e pregna dal lato dei contenuti. Pubblicato nel 2004, è purtroppo fuori stampa, ma l’autore sta lavorando ad una seconda edizione con molti cambiamenti, il volume che viene indicato qui, è la primissima edizione. È stato miglior libro di design in Olanda del 2004.
Per trovarlo (con un po’ di fortuna) casa editrice | amazon
English 320 pp / 275 x 220 mm / hardcover
price € 62.50
ISBN 9789064504600

Un altro aspetto della storia della tipografia è la storia della scrittura, a partire dalle origini, vista con gli occhi del type designer. Con occhio analitico un po’ storico, un po’ disegnatore di lettere, consiglio – aspettando di riporre questo libro sui miei scaffali – “Typographie” di Otl Aicher. Quando ho scoperto il percorso progettuale fatto per disegnare il Rotis, mi sono stupito. Davvero. E qui, Aicher, rianalizza ogni minimo cambiamento della forma della lettera dai primordi fino ad oggi, cercando (e riuscendovi in realtà) di mettere a fuoco gli elementi formali e culturali che ne stavano alla base.

Per trovarlo casa editrice | fontshop
256 pagg, b/w
€49,80
ISBN 3874396835

Un designer fondamentale nella storia della grafica italiana è certamente Albe Steiner, il cui libro “Comunicazione Visiva” è un vero e proprio cult del genere, almeno dovrebbe esserlo per gli italiani, che, a mio modesto parere, troppo poco studiano le maestranze nostrane e le vedono quasi come un modello da “non” seguire. Ad esempio, in questo libro, sono presenti molti schizzi, disegni preparatori e bozzetti che egli realizzava e nonostante sia sempre inserito entro un filone razionalista o quantomeno modernista, si vede con chiarezza l’emergere di uno stile italiano – per carità, giustamente commistionato – che diventerà poi il fortunato stile industriale applicato dai parecchi grandi designer italiani. Uno stile fatto di fotografie sperimentali, costruttivismo, ricerca formale, ma anche tanta “arte” ed espressione di gusto.

Per trovarlo maremagnum
edizione 1977 23×22,5
pag 178 Foto: e illustrazioni b/n
€ 40.00

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1 Comment »

  1. Grazie per i consigli, cercherò “Typographie”, ora sono veramente curiosa di vedere lo studio (nonché lo storico) del Rotis…

    PS Sbaglio o abbiamo un nome quasi in comune? ;)

    Comment by CMYKren — August 7, 2008 @ 10:48 pm

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