
–
Il secondo passo della ricerca sulla Tensione (qui il primo) è legato alle motivazioni dell’esistenza stessa di una ricerca su questo tema. Credo infatti che siamo arrivati ad un momento in cui la comunicazione (ed il design in generale) è arrivato al «picco». La sua espressione, diffusione e applicazione ha raggiunto la diffusione massima, non si può più espandere e quindi è ferma. Perché si è fermata? Si sono bloccati dei meccanismi o la conseguenza dell’attivazione di altri «martinetti» l’ha bloccata? Cerco di capire questi motivi, ma i risultati, per quanto scontati e prevedibili, necessitano di una analisi.

–
Perché il design, e a maggior ragione quello della comunicazione, è coinvolto in questa «stasi»? Cercherò di spiegarmi, dando una versione «personalizzata» del design, frutto di studi universitari, ricerche e personali esperienza nel campo.
Il Design, ne sono convinto, non deve mai proporre soluzioni con finalità diverse da quelle richieste dalle analisi (tema) e scaturite dalle ricerche (procedimento). Bellezza ed eleganza ad esempio possono essere finalità, non parte strutturale del processo. La richiesta del «bello» può essere vista come “tema” o deve essere evasa dalla priorità del giusto e dell’adatto. “Bello vs Risultato”. In più il design non è un processo di abbellimento ma di iconizzazione, stilizzazione e sviluppo dell’essenza identitaria strutturale dell’azienda e/o di un prodotto. Cosa voglio dire con queste prime righe? Principalmente che se per una certa professione è necessario un procedimento, se questo viene a mancare in alcune sue parti fondamentali e fondanti - anche quelle culturali - essa, la professione, si chiamerà in un altro modo.
–

–
Progettando si costruisce — e/o struttura e/o amplifica e/o secolarizza — l’essenza, il motivo dell’esistere, del progetto stesso. Si auto-alimenta, si regala energia vitale. Se risulta soltanto come esteriorità, sarà chiamato decorazione, non design. Il processo dell’abbellimento esteriore necessita sicuramente cura progettuale ma non è design. Si chiama difatti styling e può (spesso lo fa) far parte del progetto di design, soprattutto quando esso si confronta con progettualità tipo quelle dell’analisi di mercato e degli stilemi visivi, stilemi culturali e valori emotivi, in modo che il posizionamento in una data area merceologica avvenga per affinità elettive e non esclusivamente per similitudini economicamente vincenti. Il primo punto del decalogo del design di Dieter Rams è appunto, «il design è innovativo». L’innovazione prevede sempre il percorrimento di un anche minimo spazio inesplorato, in modo che il prodotto finale sia raggiunto grazie a informazioni e soluzioni nuove. Questo è un atto virtuoso. La tendenza al virtuosismo viene indicata già nella carta del progetto grafico ed è insita nell’indole umana. La scelta puramente merceologica deve fare spazio ad una trasmissione virtuosa in quanto essa è previlegiata rispetto ad altre forme di comunicazione (es no profit) e costituisce sempre una plusvalenza. Il design è innovativo? O è abbellimento? Bisogna vedere se, per sillogismo, l’abbellimento è innovativo.
–

–
Come si comporta il “mondo” di fronte alla professione della novità? La ricerca iconografica, visiva, culturale si può definire “ricerca dei contenuti” e si differenzia dalla ricerca su media e mercato, ma si unisce ad esse in fase di progettazione finale. La forma più valida di comunicazione si basa sulla vitalità e la secolarizzazione di un’identità. Essa deve sapersi adattare ai cambiamenti ma vince se propone novità non soltanto adattandosi. Di norma le novità sono frutto delle ricerche insite ai laboratori delle singole aziende. Oggi la “corsa all’oro” per esempio nel campo di innovazione tecnologica è un gioco di mercato e la proposta delle novità è un passaggio lento per poter capitalizzare da ogni piccola operazione. Va, quindi, ristabilito il contenuto di alcuni termini come per esempio “innovazione” che per i giornali è empiricamente solo “scientifica & tecnologica”. In più la catarsi culturale di una nazione dalla storia più che millenaria impedisce la sola nomina di innovazione culturale, politica, sociale & strutturale, imprenditoriale etc. Conviviamo con gli stereotipi. Ciò è fortemente nemico della novità, perché merceologicamente ed intrinsecamente incapace di novità. Le televisioni impediscono la novità perché non permettono ricavi.
–

–
Il contrario di novità è noia, ma anche l’immobilità. Lo stesso termine per il cambiamento attivo, l’entropia, è il contrario del termine per ogni caso di staticità e ridondanza. Siamo abituati e adattati alla noia. L’analisi puramente merceologici che campiona i fattori di sicurezza, altro contrario di nuovo, negli andamenti economici impedisce la cultura della novità. La quantità di imprenditorialità ineducati alla ricerca e allo sviluppo cementifica la tendenza all’immobilità. La tensione creativa, creatrice ed avventizia è il laboratorio “ricerca&sviluppo” del settore della comunicazione. Esso si mantiene in vita grazie alla continua tensione verso la novità. La novità, che si nutre delle commistioni con i più disparati campi delle tecnologie della comunicazione, della pedagogia, della sociologia, politica e merceologia; è generatrice di altra novità, è evoluzionista, non è più un fine ma un punto di vista.
D’altronde: dove non c’è tensione c’è decorazione.
–

–
Definizione di tensione dal sito Treccani:
tensióne s. f. [dal lat. tensio -onis, der. di tendĕre “tendere”, part. pass. tensus].
1. L’azione del tendere e lo stato di ciò che è teso: sottoporre un cavo a forte t.; regolare la t. della corda perché dia la nota esatta, e portare la corda alla giusta t., con riferimento alle corde di uno strumento musicale; la velocità della freccia dipende dalla t. dell’arco; la t. di un elastico, di una molla, dei muscoli; mettere, tenere in t., e aumentare, allentare la t. di qualche cosa. […] 2. a. In elettrologia, t. elettrica, o semplicem. tensione, tra due corpi o tra due punti di un conduttore o di un circuito, la differenza di potenziale elettrico che esiste tra i due corpi o tra i due punti; […]
A me interessa il terzo punto.
3. fig. a. Riferito all’attività intellettuale, il fatto di tendersi, di compiere cioè uno sforzo particolarmente intenso (per trovare una soluzione, risolvere un problema, e sim.), soprattutto nelle espressioni t. mentale, t. della mente (cfr. l’uso di traslati della retorica tradizionale, come tendere l’arco dell’intelletto e sim.). Più spesso, stato di intensa eccitazione o eccitabilità, per lo più connesso con forti preoccupazioni, con l’ansiosa attesa di qualche cosa, con lo struggente desiderio di raggiungere uno scopo o comunque di giungere a una condizione di appagamento che ristabilisca l’equilibrio e con esso la distensione psichica: t. nervosa (cfr. l’espressione avere i nervi tesi), t. dell’animo, t. psichica, e con l’uno o con l’altro senso anche semplicem. tensione (ero in uno stato di terribile t.; la t. per l’esame da affrontare gli ha provocato un esaurimento nervoso; cerco di scaricare la t. interna facendo molto moto); c’era forte t. nell’aula, o tra i presenti nell’aula, in attesa della sentenza. Con sign. affine, t. drammatica, t. tragica, in opere teatrali, cinematografiche, o anche narrative, l’acuirsi della drammaticità dei contrasti e delle situazioni, e il conseguente effetto di ansiosa partecipazione dello spettatore o del lettore. b. Con riferimento ai rapporti tra individui, gruppi (o membri di un gruppo), partiti, categorie o classi sociali, o anche tra nazioni diverse, situazione di contrasto, di ostilità più o meno latente, che porta a un inasprimento e irrigidimento delle reciproche relazioni, e che in taluni casi prelude a un conflitto aperto, in altri riesce a risolversi in uno stato di distensione e di equilibrio: t. tra marito e moglie, tra colleghi d’ufficio; inasprirsi, risolversi di una t. sociale; la t. tra le due correnti dopo una breve schiarita si è nuovamente acutizzata; la t. internazionale si sta fortunatamente allentando; strategia della t. (v. strategia, n. 2 a). c. In economia e finanza, t. monetaria (o inflazionistica), circolazione monetaria rapida e abbondante che porta a una lievitazione dei prezzi.

vai a vedere questo riferimento su un altro articolo di cmyk!!!
Pingback by cianomagentagiallonero » Design & Basic Design (Laboratorio di Tensione pt 3) — February 3, 2008 @ 1:06 pm