November 23, 2007

qui la soluzione è anche peggio del problema

Filed under: today, y, c — ucorp @ 1:09 pm

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Questo è un post-sfogo. Quindi qualsiasi cosa io dirò, o non la penso o non corrisponde a verità. Detto questo, vi spiego perché scrivo questa cosa. Il giorno che scrivo è uno immediatamente successivo alla presentazione del nuovo marchio del Partito Democratico, è un giorno di qualche mese dopo alla creazione del progetto del marchio “Italia” e non ho ancora visto quello del nuovo Partito del Popolo delle Libertà. In mezzo ci sta tutto quello che volete, dal fatto che quando parli con un cliente vieni criticato con le idee che lui ha raccolto parlando con un amico suo fino a gerontocrazia e la meritocrazia (il merito di avere amicizia e parentele) imperanti in questo paese.


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Dal fatto che leggi che chi fa questo mestiere all’estero piglia 4 volte quello che si prende qua (czz, in usa si pigliano 50,000 dollari e si rischia di essere mandati a casa da un giorno all’altro, e qui? 15.000-20.000 € e si è sicuri che ti possono mandare a casa da un giorno all’altro).

Passando per insegnanti frustrati dal fatto che sono «professionisti» frustati da clienti che ormai servono come domestici. Qualcuno mi deve spiegare perché bisogna avere solo professionisti ad insegnare, che non insegnano il mestiere nè teorico nè pratico perché a loro nessuno l’ha mai insegnato (in Italia una buona parte o è architetto o autodidatta, d’altronde se è vero che le università di design grafico esistono da 10 anni…). Senza contare che, di conseguenza, nessuno ha insegnato loro ad insegnare (soprattutto se autodidatti non hanno imparato il mestiere nè ad insegnare in generale, nè una metodologia… ). Un uroboro
Docenti che si muovono in strutture bibliche e pachidermiche le cui segreterie sono aperte, ad esempio dalle 11 alle 12,30 di martedì e giovedì e basta, (ce n’è anche per loro considerando il bel servizio offerto… considerando che paghi dovresti esigere, non essere il solito ragazzetto che rompe perché, incredibilmente, vuole informazioni & servizi)
E siccome rompo, continuo… ricordando che il programma d’insegnamento (delle materie progettuali, in primis) non è mai basato sulla lettura critica della contemporaneità, sull’avanzamento tecnico e culturale sullo studio delle responsabilità ecologiche, sociali e morali della professione, ma sull’infusione di un sapere in sospensione in un’aura che solo lui ti può dare, invece di essere un procedimento logico e sensato che abiliti ed autorizzi lo studente all’esercizio della professione: siamo tornati alle botteghe!!! questo spiega la mia avversione per il professionista che insegna, quando sarebbe più indicato avere un insegnante professionista, forse.

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Altro? Ah, sì, le associazioni che non hanno nessun peso, nessuna decisione, che fanno buon viso a cattivo gioco, d’altronde basta che si paghi la retta; ed invece? Abbiamo già lasciato perdere il fatto dell’albo di categoria? Bene, allora è giusto che questo lavoro venga fatto da cani & porci e i risultato sia quello che sia. È giusto che non ci sia un prezziario unificato da imporre con l’apertura di una società, uno studio associato, una partita iva; forse nessuno lo vuole? Nessuno lo propone? E come si fa ad avere un bilanciamento ed una “classifica” di bontà e qualità del prodotto comunicativo italiano, come possiamo dire che il marchio «IT» fa schifo, con quali basi possiamo permetterci di farlo? Ci saranno dei criteri da rispettare per fare questo lavoro? Sarà obbligatorio conoscere la storia di questo mestiere? Sarà obbligatorio che chi lavora ha idea di cosa sia il progetto di comunicazione? E non uno generico, ma quello «da attuare oggi».

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..

La cosa che mi fa più rabbia in assoluto è che negli anni 30, Campo Grafico aveva la rubrica “Rassegna del Brutto” per cercare di educare ed avvertire chi lavorava nel campo di educarsi ad una progettazione più, diciamo, «alta». Consigliamo di cercare uno dei primi numeri di Progetto Grafico (il numero doppio 4/5), nel quale è stata riproposta per l’evidente grave stato di necessità in cui versa la comunicazione pubblica. Sono passati ottant’anni… Così rispondono, mah…
Tornando all’attualità, copio/incollo del sito di Panorama: “Il simbolo richiama il Tricolore “ma anche tre grandi tradizioni” spiega il leader “il verde del mondo laico e ambientalista, il bianco del cattolicesimo democratico, il rosso della cultura del lavoro”. Io nn mi permetto di contraddire. Ma preferisco catalogare quello che succede altrove ed anche senza commento credo che le differenze si notino da sole. Trovo fondamentale anche smettere di barricarci dietro a vari scuse, tipo “ma noi siamo italiani”, perché se questo dev’essere io non mi sento così. Da millenni il sapere, gli stili, le arti etc girano in tutto il mondo, si contaminano, si moltiplicano e si ibridano e soprattutto si influenzano; oggi, qui, non si è più in grado di ragionare, tutto o è blindato o è pedissequamente clonato. Basta.

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Vi rimando ai siti di un po di partiti in giro per l’europa. Ed il punto di vista di Oliviero Toscani.

http://www.centerpartiet.se/ | http://www.folkpartiet.se/ | http://www.kristdemokraterna.se | http://www.vansterpartiet.se/ | http://www.socialdemokraterna.se | http://www.labour.org.uk/ | http://valg.kd.dk/ | http://enhedslisten.dk | http://nyalliance.dk/ | http://www.konservative.dk | http://www.radikale.dk | http://socialdemokraterne.dk/ | http://www.cda.nl/ | http://www.pvda.nl | http://www.venstre.no/ | http://www.senterpartiet.no/ | http://www.hoyre.no/ | http://www.krf.no

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5 Comments »

  1. Come al solito, pungente analisi dello stato attuale delle cose.
    Purtroppo le università non riescono a risolvere il problema e, a mio parere, resta in bocca quel gusto amarognolo dell’ennesima occasione sprecata.
    Peccato.

    Comment by Syokaku — November 25, 2007 @ 2:42 pm

  2. grazie mille g.
    io credo che nelle università sia data troppo poca importanza ad una visione generale dell’insegnamento e i docenti siano visti come «psicopompi» contornati da un’aura mitica. E questo danneggia, nn tanto l’università, quanto gli studenti che si trovano troppo spesso davanti a docenti che parlano male di altri o ci tengono a far sapere che il loro punto di vista è diverso: ma a me che cosa me ne frega?? Io devo imparare a fare il designer, a progettare secondo logica e studiare lo ieri, l’oggi e il domani. Dalla «personalizzazione» del ruolo del docente, a mio avviso, si trae poco…

    In questi giorni gira la voce in internet che il disegnatore del marchio del PD ha avuto certi nomi come insegnanti, quindi, si potrebbe dire: è colpa loro!! Quindi l’università ci fa una doppia figuraccia anche se non credo proprio che in italia un ragazzo di 25 anni possa fare quello che gli pare e poi l’agenzia (una delle più potenti che c’è) lo mette lì, davanti alle telecamere… mi sembra più una «carrambata»

    Comment by ucorp — November 26, 2007 @ 9:59 am

  3. […] http://www.cianomagentagiallonero.com/2007/11/23/qui-la-soluzione-e-anche-peggio-del-problema/ […]

    Pingback by Goldworld | Blog Archive » Votatemi, Votatemi, Votatemi — November 27, 2007 @ 8:02 am

  4. […] altri commenti brusmat.wordpress.com www.cianomagentagiallonero.com […]

    Pingback by weme » Marchio al taglio — November 30, 2007 @ 12:43 pm

  5. Mi mancava il link al partito socialista realizzato da Base, capito? non Lamicodellamico, Base, Designers non altro..

    http://www.basedesign.com/sections/works/institution_n_politics/ps/ps_building_hall/work?start=1

    Dopodiché prendete l’immagine, non il logo, del PD, la shakerate e glielo mettete vicino. Ah, per la serie «niente serietà, siamo italiani» ecco qua la puntata successiva:

    http://www.ad.nl/adnieuwsmedia/

    e capite meglio questo:

    http://weme.info/2007/11/30/marchio-al-taglio/#comments (il commento di Micheal De Boer)

    Comment by ucorp — February 13, 2008 @ 11:01 am

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