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Questo post è «eccezionale», nel senso che ci sembrava divertente inserire questa breve ricerca su un oggetto il cui utilizzo è diffusissimo e dato ormai per scontato, ma la sua storia è alquanto sconosciuta. È un tipico caso di design anonimo, quegli oggetti tanto amati dai designer in quanto la loro durata e funzionalità supera notevolmente la visione da artista/star che ha ormai, ingiustificatamente, invaso la circolazione - spesso dettando la loro stessa esistenza - degli oggetti d’uso. Quegli oggetti ai quali Munari ha destinato il «Compasso d’Oro ad Ignoti». Mantenendo come sottofondo il recente volume del prode Alberto Bassi (il docente dello IUAV che ci ha spronato ad immergerci nella ricerca), vi raccontiamo la storia dei coriandoli.


