April 13, 2007

M as Meister

Filed under: cmyk, m — ucorp @ 6:13 pm

gropius.jpg

M è una lettera, sempre che non ve lo ricordiate. Il fatto che sia parte di un codice la identifica come elemento singolo, come «stampino» che fa cambiare significato o suono alle lettere che lo precedono, un pò come con i caratteri di legno, solo che ce lo siamo dimenticati.

Dall’incipit di questo blog si dovrebbe dedurre che il codice utilizzato si riferisce alla scomposizione dei colori, quasi come il corporete website di una stamperia specializzata in stampa offset. Ed invece oggi la lettera M nn è magenta.

Oggi è Meister.

Gropius era un maestro. Un paio di anni fa ho letto una sua biografia, scritta da Reginald Isaacs e sono rimasto affascinato dalla storia e dal carisma di quest’uomo. Controverso, per carità, ma le ha provate tutte. Voleva aprire una scuola di progettazione e ci è riuscito. Assieme ad altre esperienze, come ad esempio quelle a Monaco o Norinberga, dove insegnavano personaggi come Renner, lo Stäatliche Bauhaus è un’icona per ogni designer. Fu una scuola che raggiunse auree quasi mistico—religiose, grazie all’incredibile carisma degli artisti che furono chiamati ad insegnare, come Kandinskij, Klee o Itten. E fu mentalità che sopravvisse, fortunatamente, all’allontanamento di Gropius e, se possibile, migliorò, con Mies van der Rohe e Moholy–Nagy.

Ricordiamo, per esempio, che sul documento “programmatico” di apertura e presentazione del Bauhaus, del 1919, si leggeva chiaramente la necessità di abbattere la barriera sociale, culturale e classista tra artista ed artigiano; si faceva capire chiaramente che la conoscenza della cultura tecnica era inscindibile da quella teorico—creativa. In alcuni libri si preferisce sottolineare che il nome roboante dei professori chiamati ad insegnare era predominante su questo aspetto, e che la morte di questa mentalità era segnata dall’individualismo di questi ultimi. Personalmente credo che se si debba ricominciare a pensare all’insegnamento del design non si può prescindere dal Bauhaus e dalla sua impostazione. Senza di essa non si sarebbe pensato al basic design come disciplina, il cosiddetto «vorkurs», che si evolvette in america, guarda caso dalla diaspora del Bauhaus a causa nazista.
Infatti la strada era tracciata, la mentalità del Bauhaus aveva posto un dogma: la creatività è progetto, tuttociò che venne poi fu in grado di eccellere, di aggiungere mattone su mattone al fine di realizzare una consapevolezza di quello che sarebbe diventato il secolo dei progettisti. Il secolo del progetto. Si segnala, infine una mostra che non abbiamo ancora visitato ma, a giudicare dalla «nobiltà» del luogo e della sua nomea, promette bene.
Grazie mister Gropius, Meister Gropius.

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1 Comment »

  1. vai a vedere questo riferimento su un altro articolo di cmyk!!!

    Pingback by cianomagentagiallonero » MAD MAX — April 19, 2007 @ 11:45 am

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